Parte Seconda - L'epigrafia

“Le epigrafi sono brani di vita
e della vita hanno,  perciò, l’infinita,
meravigliosa, divina sacralità”

Margherita Guarducci
Insegnante di epigrafia greca

 

CAPITOLO PRIMO - L’EPIGRAFIA
PRESENTAZIONE
DELLE EPIGRAFI DELLA  I  EDIZIONE
DI “MACERATA – le origini, il sito, il nome.

 

L’EPIGRAFIA

Molti sono stati i tesi consultati alla ricerca di indicazioni e riferimenti che ci portassero ad acquisire riscontri documentali, almeno della presenza di reperti archeologici di provenienza maceratese.
Lo scopo era quello di reperire notizie, riscontrarle con autori coevi a quelli che riportavano le notizie dei rinvenimenti archeologici, fotografarli (o disegnarli) e riportarli in questo lavoro per offrirlo all’attenzione dei lettori.
Noi non eravamo convinti di riuscire a raggiungere questo scopo perché non vi era (prima) memoria di alcun reperto e/o rinvenimento di antico. Almeno in via ufficiale (né in Comune, né in Chiesa, né tra le persone colte e anziane, né da parte di qualche studioso locale). Soltanto qualche accenno in via ufficiosa nei bar o in qualche circolo o per strada nei crocchi di persone. Ma nella ufficialità niente! Nel corso di questi ultimi mesi di letture fatte in preparazione di questo, lavoro, abbiamo fatto delle considerazioni sull’argomento! Abbiamo appreso che l’area archeologica di Capua e dintorni (attuale S. Maria Capua Vetere e dintorni) fu “virtualmente” sezionata dagli studiosi in quattro settori: il settore di nord-est, il settore di nord-ovest, il settore di sud-est, il settore di sud ovest, identificabili nella cartina disegno allegata e da noi predisposta.

 

Le comunicazioni stradali attraverso i tempi: CAPUA-NEAPOLIS.

Da: STERPOS D. “Le comunicazioni stradali attraverso i tempi: CAPUA-NEAPOLIS” pag. 66.

A - Settore NORD - OCCIDENTALE
B - Settore NORD - ORIENTALE
C - Settore SUD - ORIENTALE
D - Settore SUD - OCCIDENTALE

 

Il centro di tali quattro settori veniva quasi a coincidere con l’edificio “FORUM populi” (edificio identificabilie col n° 36 della pianta della ipotesi di ricostruzione di Capua (attuale “mercato” di Santa Maria Capua Vetere). Molti, e ricchi di reperti, sono stati i ritrovamenti di abitazioni, tombe, luoghi votivi sia nei settori di nord-ovest e nord-est (che possiamo far coincidere con la zona posta a nord dell’attuale asse stradale che divide l’attuale Santa Maria Capua Vetere in direzione ovest-est Arco di Adriano – Porta Albana), sia nei settori di sud-ovest e di sud-est. Questi ultimi due settori possiamo identificarli con la zona posta a sud dell’attuale strada ferrata che collega Santa Maria Capua Vetere a Caserta.
Sono divisi da una linea verticale virtuale che possiamo far coincidere con il «decumano», rappresentato dalla direttiva VIA CONSOLARE – VIA TIFATINA; mentre i quattro settori erano divisi in senso orizzontale dal «cardo», rappresentato dalla direttiva VIA APPIA (da “casilinum = attuale Capua”) – VIA APPIA (Porta Albana).
Questa suddivisione aveva degli scopi bene precisi e non ultimo la catalogazione necessaria per lo studio obiettivo dei reperti.
Nel settore di sud-est (il settore sud orientale) oggetto di queste nostre considerazioni sono compresi la “terra lanei” attuale territorio di S. Andrea dei lagni o territorio della Porta Cumana, il territorio della Porta Atellana/compresa l’attuale nostra Macerata), il territorio a sud dell’attuale Via Appia, di Curti, Casapulla, S. Prisco, Casagiove e poi Recale, Capodrise, Marcianise e Portico. A tutti è nota la dovizia dei ritrovamenti nei territori facenti parte dell’area sud-orientale nel passato e nel presente… ma non vi era traccia alcuna di ritrovamenti nel territorio maceratese! Da qui, e partendo dalla lettura del «CONTRIBUTO… alla lettura storica dell’area sud orientale…» fermo restando la nostra consapevolezza di non avere la «presunzione» d’essere un docente di epigrafia o un esperto epigrafo o avere studiato come han fatto tanti illustri e competenti personalità le epigrafi del Pratilli. Ci siamo solo curati di riscontrarne la originalità nel Momsen. Nel tentativo, quindi, di interpretazione e traduzione, ovviamente relative alla nostra interpretazione delle epigrafi stesse, ci siamo avvalsi della nostra conoscenza liceale prima ed universitaria poi della lingua latina.
Un discorso a parte va fatto con il Prof. Palmieri Raffaele per la “sua” seguente epigrafe (CIL, X, 3920 = ILS6307), che riportiamo integralmente.
Lungi da noi l’idea di entrare, data la nostra incompetenza specifica, nel merito della valutazione storica/epigrafica oppure della catalogazione artistica e letteraria delle dette epigrafi.
Vogliamo, però, e nessuno ce lo può impedire, tentare di «integrarle» per poi tradurle perché i nostri lettori maceratesi possano comprenderne il significato letterale.
Eccole! Da «DELLA VIA APPIA RICONOSCIUTA E DESCRITTA» di Fr. M. Pratilli.
«…Dalla porta Atellana usciva certamente quella via, che ad Atella per diritto fentiero menava, e di là pofcia a Napoli. Cominciava ella preffo le cinque vie della cappella della B. Vergine delle grazie, che chiamano di Macerata, conducendo a deftra del fuddetto villaggio, in cui varie felci di quefta via fi ravvifano, e molte antiche iscrizioni, quali fono le feguenti:

 COD. CAT. MOMSEN
«CORPUS INSCR…»

 481* = [556*] ok pag. 24 del CORPUS   
 L
P. LICINIO P. L
P……………..SIBI
ET.. CI… ARI…
P…………N……….
 3997 = [534*] ok pag. 401 II
ALEXSA CONL
………V………
 498* = [574*] ok. pag. 24
extra Capuam ad Atellanam viam
 IIII
SATRIAE OL. DA
NAINIS MATRIS
VIVIT
 4714* = [541*] ok pag. 23 IV
DIS MAN SAC
P. AVRELIVS
TAVRVS
CALVDIAE PRIS
CAE CONIVGI
BENEMERENTI
FE

 

 

STUDIO DELLE EPIGRAFI
I – II – III - IV

 

REPERTO: EPIGRAFE (I)

481* [556*] pag. 24: NUMERO DI CODICE ASSEGNATO DA MOMMSEN NEL SUO CATALOGO «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM», DEL 1888, AL REPERTO MARMOREO RINVENUTO IL _____ NEL SETTORE SUD-ORIENTALE - ZONA “MADONNA DELLE GRAZIE” DI MACERATA

1    «P. LICINIO P.L
2    P……………SIBI
3    E... CI… ARI…
4    P……..N………»
5
6
7
8
9
10

REFERTO DEL RINVENIMENTO - “…Cominciava “ella” (la via Atellana) presso le cinque vie della Cappella della B. Vergine delle Grazie, che chiamano “di Macerata, conducendo… e molte antiche iscrizioni, quali sono le seguenti…” (FR. MARIA PRATILLI).

RISCONTRI - «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINORUM», pag. 24 (MOMMSENL THEODOR), che non ne riporta la traduzione. La consultazione del testo del Palmieri R. «Catalogo delle iscrizioni che sono al Museo Campano i Capua» ha avuto lo stesso esito negativo, per quanto concerne la traduzione.

COMMENTI: è certa anche la data del rinvenimento e la localizzazione perché il Pratilli ne fa fede. Si dovrebbe trovare presso il Museo Provinciale Campano di Capua.

IPOTESI DI INTEGRAZIONE DEL TESTO INCOMPLETO IN LINGUA LATINA

(RIGO)            I                                          II

(1)   PUBLIO-Publio                              -PUBLIO
(2)   LICINIO-Licinio                              -LICINIO
(3)   P.LAUTIO-P.Lautio                        -P.LAUTIO
(4)   POSUERE + PAEDAGOGO)       -POSUERUN
(5)   SIBI  - SIBI                                       -SIBI
(6)   ET SI - ET si                                    -ETSI
(7)   CIRCA-Circa                                  -CIRCA
(8)   ARISTO-Aristo[mio?]                    -ARISTO
(9)   PUBLIUS-Pomit                            -PUBLIO
(10) NUMMUS-NUMINE                      -NUMINE

TRADUZIONE FATTA SULL’IPOTESI DI TESTO INTEGRATO
I.    «A Publio Licinio Plautio posero per lui e anche per i familiari Aristone, Publio e Nummo»
II.   «A Publio Licinio Plautio, pedagogo, per lui e anche per i familiari Aristone pose per volere divino»
III.  «A Publio Licinio Plautio posero, per lui e anche per i familiari Aristone e Publio per grazia divina»

 

REPERTO: EPIGRAFE (II)

3997 [534*] pag.401: NUMERO DI CODICE ASSEGNATO DA MOMMSEN NEL SUO CATALOGO «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM», DEL 1888, AL REPERTO MARMOREO RINVENUTO IL _______ NEL SETTORE SUD – ORIENTALE – ZONA “MADONNA DELLE GRAZIE” DI MACERATA: extra Capuam ad viam ATELLANAM» (F.M. PRATILLI)

I) EDIZ.   ALEXSA CONL
                      …V…
II) EDIZ.  ALEXSA  CONLL

REPERTO DEL RINVENIMENTO - Dal Pratlili è certificato essere stata rinvenuta anch’esso in zona Cappella della B. Vergine delle Grazie, che chiamano di Macerata.

RISCONTRI – Theodor MOMMSEN: “ad n. 3997 pro «MAURATA» scribendum esse «MACERATA», observit Kieper” NE CERTIFICA la localizzazione e la ritiene “giusta”.

COMMENTI: appare scarna ed incompleta; difficile da integrare e quindi, da comprendere.

IPOTESI DI INTEGRAZIONE DEL TESTO INCOMPLETO IN LINGUA LATINA

     I  ediz.           II  ediz.
1  ALEXSA     ALEXSA
2  CONiunx   CONLigata   (COLLIGATA)
3  Ligata        Lucio
4  claVdio*    claVdio*

* la V della seconda riga (U italiano) presenta tre fori a destra e tre a sinistra. Secondo noi si tratta di una parola di sette lettere che noi abbiamo identificato co Plaudii(genitivo) nella prima ipotesi e Claudio (dativo) nella seconda ipotesi.

TRADUZIONE FATTA SULL’IPOTESI DI TESTO INTEGRATO
I.    Alessia, moglie di Lucio Claudio
II.   Alessia legata (per sempre) a Lucio Claudio
 

Disegno reperto marmoreo

Il disegno, riportato sopra, rinvenuto durante la lettura degli Atti della Commissione, conservati presso il Museo Campano di Capua, è il disegno del reperto marmoreo che Th. MOMMSEN codifica al n° 3997 [534*] di pag. 401 del suo Catalogo «CORPIS INSCRIPTIONUM LATINARUM» del 1888 e che certifica essere stato localizzato in zona «Madonna delle Grazie detta di Macerata»... extra Capuam ad viam Atellana.  (F.M. PRATILLI)

 

REPERTO: EPIGRAFE (III)

498 = [574*] pag. 23: NUMERO DI CODICE ASSEGNATO DA MOMMSEN NEL SUO CATALOGO «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM», DEL 1888, AL REPERTO MARMOREO RINVENUTO IL ________ NEL SETTORE SUD – ORIENTALE – ZONA “MADONNA DELLE GRAZIE” DI MACERATA. TESTO SU MARMO/TUFO:

«SATRIAE OL. DA
NAINIS MATRIS
VIVIT»

REFERTO DEL RINVENIMENTO - «citra Capuam ad viam Atellanam (F.M. Pratilli) - «in MAURATA (Macerata!) reperita» (Mazzocchi THEODOR MOMMSEN la cataloga nel suo «Corpu inscrip latino».

RISCONTRI-MAZZOCCHI - «in Maurata (Macerata!) reperitii MOMMSEN Theodor la cataloga nel suo «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM e la ascrive al Pratilli  (come ritrovamento).

COMMENTI - Il verbo vivit (indicativo presente) fa presumere che sia stata la stessa Satria a predisporsi l’urna con l’epigrafe mentre era ancora in vita.

IPOTESI DI INTEGRAZIONE DEL TESTO INCOMPLETO IN LINGUA LATINA

        II
1 SATRIAE
2 DL = Mulier libertae
3 DANAINIS = diminutivo di DANAIS, dativo di danaus (greco?)
4 MATRIS
5 VIVIT (Ancora in vita)
6   
7   
8   
9   
10

TRADUZIONE FATTA SULL’IPOTESI DI TESTO INTEGRATO
A Satria, donna libera, greca di madre, vive.

 

REPERTO: EPIGRAFE (IV)

471* [541*] pag. 23: NUMERO DI CODICE ASSEGNATO DA MOMMSEN NEL SUO «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM», DEL 1888, AL REPERTO MARMOREO RINVENUTO IL ______ NEL SETTORE SUD – ORIENTALE – ZONA “MADONNA DELLE GRAZIE” DI MACERATA. TESTO SU MARMO/TUFO:

1 «DIS. MAN. SAC
2 .P. AURELIUS
3 TAURUS
4 CLAUDIAE PRIS
5 CAE CONIUGI
6 BENEMERITI
7 FEC.
8   
9   
10

REFERTO DEL RINVENIMENTO - Rinvenuta come le prime tre in tenimento di Macerata Campania.

RISCONTRI - Il MOMMSEN ne certifica la provenienza dal Pratilli e, quindi, dalla zona sud – orientale.

COMMENTI - Dovrebbe trovarsi al Museo Provinciale di Capua in buone condizioni!

 

REPERTO: EPIGRAFE (VI)

484* [560*] pag. 24: NUMERO DI CODICE ASSEGNATO DA MOMMSEN NEL SUO «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM», DEL 1888, AL REPERTO MARMOREO RINVENUTO IL _________ NEL SETTORE SUD – ORIENTALE – ZONA “CASALBA” DI MACERATA. TESTO SU MARMO/TUFO:

…….NASENNI LIB……
O.L.SV……

IPOTESI DI INTEGRAZIONE DEL TESTO INCOMPLETO IN LINGUA LATINA

       I ediz.          II  ediz.
1    ?                   ?
2    NASENNI   NASENNI
3    LIBerta        LIBerta
4    Licia            Gaia Licia
5    SVffecit       Suffecit

TRADUZIONE FATTA SULL’IPOTESI DI TESTO INTEGRATO
I.   Al divo Nasenno la liberta Gaia Licia offrì.
II.  G. Licia liberta di Nasenno offrì.

 

Supporto calcare rinvenuto nel 1955 a Capua (CE)

Dal “repertorio catalogo del Museo Campano di Capua (CE) - 111 Cortile secondario n° 4: «supporto calcare, scalpellato in alto; sui fianchi “urceus” e “patera” (111 x 65,5 x 47, opistografo rispetto al primo testo A (n° 183) inciso sulla fronte (lettere 7.5 x 3,5): questo secondo, B occupò il retro (lett. 3,5), senza che si eseguisse “rasura” di A. Rinvenuto nel 1955 a Capua (moderna) in occasione di alcuni lavori nella casa Angeloni di fronte al Duomo.»
Alcune considerazioni personali su questo reperto archeologico:
1) il supporto o basamento della fotografia alla pagina precedente, che trovasi custodito e visibile nel Cortile piccolo del Museo Campano di Capua (CE) ha attratto la nostra attenzione ed il nostro interesse di studioso delle cose maceratesi.
E, sempre attenti a tutto ciò che può servire a certificare la “storicità” della nostra Macerata, ci siamo attivati immediatamente, alla ricerca di riscontri capaci di riportare interesse al nostro territorio.
Abbiamo esaminato tutto il materiale bibliografico inerente le epigrafi da noi riportate nella prima edizione e ci siamo soffermati sulla Sesta epigrafe.
Questa epigrafe, riportata dal Pratilli nel suo «La via Appia riconosciuta e descritta» al Libro III- capo III, fa riferimento ad un componente della famiglia dei “Nasenni” Infatti questo è il testo dell’epigrafe: «……. NASENNI LIB::::::: D. L. SV……». Questo testo è stato da noi ricostruito (forse non nel modo giusto!), come di seguito: «divo NASENNI LIBerta O(G)aia Licia SVffecit» (vedi la nostra “Macerata – le origini……).
Ma oggi alla luce di quanto altro letto e studiato dopo la prima edizione abbiamo ripensato a questa integrazione, traendo la conclusione che essa sia stata fatta in modo errato e ne tenteremo una nuova ricostruzione ne capitolo dell’Epigrafia».
Pure questa epigrafe ci interessa molto perché contiene un termine in latino “NASENNI” che ci riporta al termine “NASENNIA” del supporto/basamento della fotografia del Museo Camapano di Capua.
La radice comune a questi due termini, riscontrata da noi durante la consultazione degli “Atti della Commissione”, è quella riportata su una stele di terracotta; lingua osca o sannita due versi troviamo: «mina: naseni» con tracce a rilievo di una rosetta e di un cinghiale*. I due termini, abbiamo letto, sono l’abbreviazione di «minateìs nasenieis».
Il nome di famiglia in latino corretto è «Nasennius». Lo stesso, pensiamo noi, del «nasennia» dell’epigrafe Sesta da noi integrata.
Del  Tipi, forse, simile a quello che appare nel “retro” della “stele di Curti”citata nel paragrafo “Civilta’ osco-sannita” di questa edizione?
2)A questo punto , dopo aver consultato  l’«Index nominum» del C. I. L del Mommsen  abbiamo considerato la eventualità che potesse trattarsi di una prestigiosa famiglia romana con evidenti riferimenti di presenza in Capua Antica, e sue con urbanizzazioni (Macerata, Curti e Casapulla) come avvenne per la “geus Menecilla”, presente nel X secolo a Macerata.**
Il rinvenimento a CASALBA della lastra marmorea con l’epigrafe «...NASENNI LIB... O.L.SV. » mi fa pensare ad un collegamento diretto del supporto-basamento del Museo Provinciale di Capua (CE) con la nostra “Aedes Alba” più che con una Capua longobarda, dove il basamento fu ritrovato in un contesto archeologico avulso ed estraneo.
Non si può, quindi escludere che il basamento-supporto con la scritta «NASENNIA» possa essere stato trasportato in Capua longobarda, dopo il suo rinvenimento nella zona “Capua Antica”.
Il cippo «NASENNIA» in calcare locale, comunque è di difficile datazione per la scarsezza degli elementi a disposizione degli esperti («Miscellanea greca e romana», 1971).

* ma le radici etimologiche che osco-sannite fanno pensare a una famiglia o “tribus” dell’ Etruria preromana.
** E ciò anche in considerazione del fatto che era in uso presso i romani utilizzare, con lievi modifiche o non, oggetti d’arte profana o di tipo votivo e di culto, appartenenti a civiltà preesistente e/o contemporanee a quella romana (come molto chiaramente ci conferma l’anonimo e dotto scrittore del manoscritto b/473 delle pagine precedenti).

Delle epigrafi scritte sulle due facce opposte (A e B) del nostro basamento in granito abbiamo reperito nel catalogo – repertorio del Museo Campano di Capua solo la decriptazione e relativa traduzione di quella sul lato “B” , che riportiamo così come indicato dai redattori del Catalogo:

“ANCIO PAULINO V(IRO) C (LARISSIMO)
PRO / VECTORI CAMPANIA QUI PRI / MUS 
PRECONSOLATUS PRO / VINCIAE  FASCESINVEXIT
PR(A)E  FECTO SACRATISSIMAE URBIS / IUSTITIA
AUCTORITATE MUNI / FICIENTIAQUE POLLENTI SA / LUBRI
PROVISORI ORIGINA / LI PATRONO REGIONES  . . . IO . . . COLLEGIA
POSUERUNT”

In onore del chiarissimo senatore Anicius Paulinus, promotore(?) della Campania , il quale per primo rivestì come proconsole il governatorato in questa provincia e che fu prefetto dalla sacra città di Roma . A lui, che diede alta prova di senso della giustizia, di autorevolezza e di generosità e che fu sollecito nel provvedere e patrocinare per tradizione familiare, i distretti . . . e le associazioni posero (questa statua? ) .
Mentre per il lato “A” non siamo riusciti a trovare alcuna ipotesi di decriptazione e traduzione dell’epigrafe su di esso riportata . Abbiamo , quindi, come è nostro costume , da appassionati incompetenti iniziato a fare delle ipotesi procedendo sperimentalmente per l’identificazione di ogni singola lettera in ogni singola parola nel contesto dell’epigrafe .
E siamo , dopo un non facile studio , riuscita a definire una sufficientemente credibile ipotesi di decriptazione, che sottoponiamo all’attenzione del lettore.

a) Testo del lato “A” del cippo :
“D M S / NASENNIAE / PRIMAE / TRICIVS LIBERALS / CO  VGI / BENE  MERENTI

b) Ipotesi di interpretazione del testo da noi proposta :
“D M S  / NASENNIAE / PRIMAE / TRICI – VS – LIBER – AL – S- CO – VGI – BENE – MERENTI”
Questa ipotesi di scansione sillabica dell’epigrafe ci porta ad ipotizzare l’integrazione che segue :

c) DIS
MANIBUS
SACRUM (SACRATUM)
NASENNIE
PRIMAE
(nu)TRICI
V(otum) (da Beloch   Julius)
S(alvitum)(da   =            =   )
LIBERT(tus)
AL(exandrinus) (da Mommsen)
S . . .
CO(ni)VGI
BENE
MERENTI

Tale integrazione – decriptazione dell’epigrafe conseguente la traduzione seguente in lingua italiana : “Agli dei inferi consacrato –
A Nasennia , la più nobile nutrice , il voto sciolse il liberto Alessandrino S... al coniuge molto meritevole.

Ovviamente anche questo studio sul cippo di Nasennia (fatto a completamento dello studio sulla VI epigrafe di pagina 116 ) , viene sottoposto al giudizio del lettore con spirito di apertura a critiche e valutazioni di carattere tecnico – scientifico , che se fatte con competenza sono ben gradite.

Riprendiamo ora questo nostro discorso sull’archeologia maceratese con la Epigrafe VII.

 

EPIGRAFE VII

E preffo la cafa de’ Mattei in un muro, una inferizione affai nobile, ma mozza, e poco intelligibile

………………………
……VNTAM PARTEM AVR. PRIMA….
……..IVNCTIONEM PRO CIVIB. LIBER..
…NIT EIVS INSIGNIB. MERITIS
….REG. PVTEOL. STATVAM PO

 

REPERTO: EPIGRAFE (VII)

509 [585*]: NUMERO DI CODICE ASSEGNATO DA MOMMSEN NEL SUO CATALOGO «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM», DEL 1888, AL REPERTO MARMOREO RINVENUTO IL ________ NEL SETTORE SUD – ORIENTALE – ZONA “CASALBA” DI MACERATA. TESTO SU MARMO/TUFO:

«…….........................
………UNTAM PARTEM AUR. PRIMA…..
………TUNCTIONEM PRO CIVIB. LIBER.
………NIT EIUS INSIGNIB. MERITIS
………REG. PUTEOL. STATUAM POS.»

REFERTO DEL RINVENIMENTO - Reperto Casalba extra Capuam in via Atellana, prope aedes de’ Mattei».

RISCONTRI - Il MOMMSEN la cataloga come giacente al Museo Provinciale di Capua.

COMMENTI - Siamo d’accordo con il Pratilli quando la definisce mozza  e poco intelligibile.

IPOTESI DI INTEGRAZIONE DEL TESTO INCOMPLETO IN LINGUA LATINA

1. DIS MANIBUS SACRAM
2. ……UNTAM PARTEM AUR
3. PRIMANAM SUAM IUNCTIONEM
4. PRO CIVIBUS LIBERIS
5. EVENIT EIUS INSIGNIBUS
6. MERITIS… REG. PUTEOL.
7. STATUAM POSUERE»
8.   
9.   
10.

TRADUZIONE FATTA SULL’IPOTESI DI TESTO INTEGRATO
Consacrata agli Dei inferi …… Da parte di Aurelio per la sua sollecita adesione a favore degli uomini liberi; si distinse per i suoi insigni meriti, i Puteolani una statua posero.

 

A queste epigrafi del Pratilli, da noi interpretate, integrate e tradotte, dobbiamo aggiungerne altre tre non riportate dal Pratilli, ma da noi rinvenute nel «Corpus inscriptionum» del Mommsen durante la nostra lettura di riscontro alle 7 epigrafi del Pratilli.
Delle prime due una è catalogata a pag. 403 con il n. 4022 del suo «Corpus inscriptionum latinarum» e la certifica repertata il «25 Juli 1868… extra Sanctam Maria Capuae Veteris», dietro la Cap(p)ella di S. Madonna delle Grazie, detta di Macerata.
Mentre la seconda è catalogata al n° 4054 del suddetto «Corpus…» e la dice repertata in località “alli chingari” come del «relata (del) Mazochius Alexius Simmacus in folio scripto manu sua».
La terza, invece, catalogata al n° 6942, non vi è il riferimento preciso del luogo di reperimento, ma la dice ritrovata presso S. Andrea (zona sud – orientale) e noi «osiamo» pensarla ritrovata ad ovest della nostra “acqualonga”. Anche queste tre le sottopongo all’attenzione del lettore, certo di fare cosa gradita!

 

REPERTO: EPIGRAFE (IX)

(da noi ritrovata durante la lettura del «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM»di THEODORO MOMMSEN)

4022 [   ]: NUMERO DI COPIE ASSEGNATO DA MOMMSEN NEL SUO CATALOGO «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM», DEL 188, AL REPERTO MARMOREO RINVENUTO IL 25 Juli 1868 NEL SETTORE SUD – ORIENTALE – ZONA “MADONNA DELLE GRAZIE” DI MACERATA. TESTO SU MARMO/TUFO:
HIC SITA EST ASTERIA INFELICISSIMA SPONSO TRADITA PVELLA QUAE VIXIT ANNIS XXVIIII MENSIBUS TRIBUS DIEBUS XVII LINQUE IAM PIRE MARITE LACRIMAS QUONIAM ME TIBI TULLIT GENESIS INIQUA ET P M NIHIL

REFERTO DEL RINVENIMENTO - extra Sanctam Mariam Capuae Veteris»… dietro la Capella di S. Madonna delle Grazie, detta di Macerata.

RISCONTRI-COMMENTO - Valido riscontro documentale di epoca anteriore al MOMMSEN che verbalizza il ritrovamento di una ricca necropoli nella zona “alli chingar” (settore sud – orientale) è l’autore anonimo del manoscritto/verbale (conservato nel Museo Provinciale Campano con la collocazione – b/473-) che dà la datazione 1754 al rinvenimento del sepolcro.

IPOTESI DI INTEGRAZIONE DEL TESTO INCOMPLETO IN LINGUA LATINA

1. (C.M.F.) Clarissimae memeriae femina
2. HIC SITA EST ASTERIA INFELICISSIMA SPONSO
3. TRADITA PUELLA QUAE VIXIT ANNIS XXVIIII
4. MENSIBUS TRIBUS DIEBUS XVII LINQUE
5. IAM PIRE MARITE IACRIMAS QUONDAM
6. ME TIBI TULLIT GENESIS INIQUA ET
7. P.M.NIHIL
8.
9.
10.

TRADUZIONE FATTA SULL’IPOTESI DI TESTO INTEGRATO
Donna di chiarissima fama. Qui è posta Asteria, giovane sposa, abbandonata dallo sposo, che visse ventinove anni, tre mesi, diciassette giorni. Abbandonati ora pienamente, o cattivo marito, e aggiungi lacrime ora che la sorte crudele ha tolto me a te. Dopo la morte il nulla.

 

NONA EPIGRAFE

C.M.F. – Clarissimae Memoriae foemina

HIC SITA EST ASTERIA INFELICISSIMA
SPONSO TRADITA PVELLA
QUAE VIXIT ANNIS XXVIIII MENSIBUS TRIBUS DIEBUS
XVII LINQUE IAM PIRE
MARITE LACRIMAS QUONIAM ME TIBI TULLIT
GENESIS INIQUA

NONA EPIGRAFE

da MOMMSEN «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM» pag. 403 = litteris rudibus n° 4022 – Rp.to 22 Juli 1868 «extra Sanctam Mariam Capuae Veteris»… «dietro la capella di S. Madonna delle Grazie…».

 

REPERTO: EPIGRAFE (X)

4054 [   ]: NUMERO DI CODICE ASSEGNATO DA MOMMSEN NEL SUO CATALOGO «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM», DEL 1888, AL REPERTO MARMOREO RINVENTO IL ________ NEL SETTORE SUD – ORIENTALE – ZONA “MADONNA DELLE GRAZIE” DI MACERATA. TESTO SU MARMO/TUFO:
in località “alli chingari” di S. Andrea de Lagni e forse a ovest della zona delle 5 vie

D.M.S.
L. CALPURNIO
RUFINO VIXIT
A N VIIII M II

REFERTO DEL RINVENIMENTO - Mazachius Alexius Simmacus ne certifica il rinvenimento «in folio scripto manu sua» dice il Mommsen.

RISCONTRI - Il riscontro documentale della scoperta di questa epigrafe ci è dato, forse, dalle indicazioni descrittive del luogo di rinvenimento e dei reperti contenuti nella tomba che l’ANONIMO indica nel manoscritto inedito (ved. Nota precedente).

COMMENTI - E’ un’epigrafe incompleta! Se è vero che Alessio Simmaco Mazzocchi (la cui opera approfondiremo) ha redatto il verbale e certificato il rinvenimento, come afferma Theodor Mommsen nel suo «Corpus inscriptionum Latinarum», «in folio scriptu manu sua», niente ci impedisce finora di pensare che il manoscritto e inedito sia proprio opera di Alessio Simmaco Mazzocchi. Faremo ricerche.

IPOTESI DI INTEGRAZIONE DEL TESTO INCOMPLETO IN LINGUA LATINA

1.  DIS
2.  MANIBUS
3.  SACRA(DUM)(ATUM)
4.  LUCIO
5.  CALPURNIO
6.  RUFINO
7.  (qui) VIXIT
8.  An Nis VIIII
9.  Mensibus duobus
10. ?     ?

TRADUZIONE FATTA SULL’IPOTESI DI TESTO INTEGRATO
Agli dei inferi consacrando (ato) (e) a Lucio Calpurnio Rufino (che) visse nove anni e due mesi…

 

REPERTO: EPIGRAFE (XI)

documentale («Corpus inscriptionum latinarum»)

6942 [   ]: NUMERO DI CODICE ASSEGNATO DA MOMMSEN NEL SUO CATALOGO «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM», DEL 1888, AL REPERTO MARMOREO RINVENUTO IL _______ NEL SETTORE SUD – ORIENTALE PROBABILMENTE ZONA “MADONNA DELLE GRAZIE” DI MACERATA. TESTO SU MARMO/TUFO:

1.  SENATUS
2.  POPULLISQUE
3.  ROMANUS
4.
5.   
6.   
7.   
8.   
9.

REFERTO DEL RINVENIMENTO - in quodam tareti lapide in quidam columna ad Sanctum Andream addi RED.

RISCONTRI -

COMMENTI -

IPOTESI DI INTEGRAZIONE DEL TESTO INCOMPLETO IN LINGUA LATINA

1.   
2.   
3.   
4.   
5.   
6.   
7.   
8.   
9.   
10.   

TRADUZIONE FATTA SULL’IPOTESI DI TESTO INTEGRATO
IL SENATO
E IL POPOLO
ROMANO

 

Continuando nella lettura di testi di riferimento all’argomento «Archeologia, tra quelli del chiarissimo Prof. Palmieri Raffaele, (nostro concittadino, fratello del defunto parroco di S. Marcello di Caturano Don Antimo Palmieri), mi sono imbattuto in un’altra epigrafe, riportata nel suo «Catalogo delle iscrizioni che si trovano nel Museo Campano di Capua», che mi sono permesso, (sempre con l’animo disposto come detto avanti) di integrare e tradurre. È l’epigrafe XIII, che riporto:

 

REPERTO: EPIGRAFE (VIII)

da: PALMIERI RAFFAELE «CATALOGO DELLE ISCRIZIONI CHE SI TROVANO AL MUSEO CAMPANO»

[   ] pag. 62: NUMERO DI CODICE ASSEGNATO DA MOMMSEN NEL SUO CATALOGO «CORPUS INSCRIPTIONUM LATINARUM», DEL 1888, AL REPERTO MARMOREO RINVENUTO IL ________ NEL SETTORE SUD – ORIENTALE – ZONA “MADONNA DELLE GRAZIE” DI MACERATA. TESTO SU MARMO/TUFO:

1.   «BERI
2.   C.F. TETT
3.   PRISC.
4.   ACERD. PUB
5.   UMINIS. CAP.
6.   / / / / / / / / / / /         (due parole?)
7.   ELECT. A. SPEND
8.   ORDINE
9.   DD
10.

REFERTO DEL RINVENIMENTO -

RISCONTRI -

COMMENTI -

IPOTESI DI INTEGRAZIONE DEL TESTO INCOMPLETO IN LINGUA LATINA

1.    LIBERI                  *ELCETrici
2.    can                         Aulus
3.    Filiae                      suSPENDit
4.    TETTiae                ORDINE
5.    PRISCae              Domum (decreto)
6.    sACERDoti          Dedit (Decuriamm)
7.    PUBlicae
8.    nUMINIS
9.    CAPuae (ua: abl.)
10.  altaria/sacra (due parole)
       (arulam/sacram)

TRADUZIONE FATTA SULL’IPOTESI DI TESTO INTEGRATO
Del dissoluto Caio alla figlia Tezzia Prisca sacerdotessa pubblica (meretrice?) del dio (di) (in) Capua il sacro altare *(che ha scelto) Aulo costruì per ordine e decreto dei Decurioni. 

 


 

- L’EPIGRAFIA -
PRESENTAZIONE
DELLE EPIGRAFI DELLA  II  EDIZIONE

 

PREMESSA

«Considerazioni sull’indicazione di “le Curti” quale sito di rinvenimento di innumerevoli tombe antiche».

In questi tre lunghi anni di studi e ricerche sui tanti autori di archeologia (dal Pratilli al Mazzocchi, dal Minervini alla Chiaffi,  passando per i Calmieri, gli Staccioli e i Bedello-Tata) abbiamo notato, con un sentimento di rigetto e di incredulità, che il termine “Curti” o “le Curti” è indicato, come luogo di scavi e di rinvenimento di tombe, per un numero di volto eccessivamente esagerato.
Nel contempo, però, il sito “Macerata” è indicato raramente come luogo di scavi e rinvenimenti.
Questo fatto ci ha molto meravigliato perché, oltre al fatto che il territorio del tenimento di Curti non era tanto esteso, a noi risulta che a Macerata vi siano state molte decine di rinvenimenti archeologici, legali e/o illegali, mai registrti.
Questo ci dice la “vox populi”. Ma se la memoria popolare ci ricorda che nella zona sud-orientale vi è stata una gran messe di rinvenimenti archeologici, noi siamo dell’idea di credere che la “frequenza” dell’indicazione di reperimento a “Curti” o “le Cutri” o presso “Curti” o ad’oriente di S. Maria C.V.) debbaessere intesa con un valore diverso da quello topografico dell’effettivo rinvenimento, bensì quello che gli veniva dalla facilità dell’identificazione con la zona archeologica adiacente a quella primaria (Capua Antica).
Noi siamo convinti che l’idicazione del sito di rinvenimento  “le Curti” debba essere individuata con quella che l’aecheologia moderna indica con «zona sud-orientale».
In questa ottica l’indicazione “le Curti” individuava anche il territorio di Macerata, Casalba,Caturano, Portico e “Cuzzoli”, fino all’attuale linea di confine con il territorio marcianisano.
Ad optare per questa ipotesi ci spinge anche il sapere dell’esistenza di una “zona Patturelli” nel territorio maceratese, come ci fece osservare il nostro amico Donato Farro.
Secondo queste indicazioni il “fondo Patturelli” nel territorio maceratese dovrebbe essere quello che si trova ad ovest della strada di collegamento Musicale-Caturano.
Se queste considerazioni hanno valenza, possiamo ipotizzare che moltissime scoperte archeologiche, riportate come fatte in località Patturelli, dovrebbero essere ascritte al territorio maceratese.
Vi sono, inoltre, altre tre considerazioni incontrovertibili:
a) il “fondo Patturelli di Curti” non poteva essere, secondo noi tanto esteso da poter contenere centinaia e centinaia di tombe;
b) sono molto pochi nel territorio maceratese i rinvenimenti archeologici (certificati) nel nostro territorio(vedi di seguito il nostro elenco), considerando che la nostra “Aedes Alba” era situata tra la porta “Atellana” e la porta “Albana”, appena fuori la mura di Capua Antica, come Curti;
c) le notizie da noi desunte dalla memoria popolare ci confermano che i rinvenimenti archeologici in territorio maceratese sono molti di più di quelli verbalizzati, di cui abbiamo redatto l’elenco nelle pagine successive, ancora e comunque incompleto.
Questa premessa è stata da me voluta in questa seconda edizione, perché ritenuta necessaria per meglio comprendere la definizione di “area sud-orientale, appena accennata nella prima edizione al capitolo «Archeologia maceratese».

 

Riscontri bibliografici o museali
Successivi alla Prima Edizione (2003)

Come già da me accennato nella «presentazione» di questa seconda edizione ampliata, necessaria perché nel corso di questi ultimi due anni di studi e ricerche, mai interrotti, siamo stati gratificati da importanti scoperte museali e bibliografiche relative a quanto da noi affermato nella edizione precedente:
a) una ricca serie bibliografica di testi in lingua osca su lamelle di piombo o materiale fittile rinvenute in zona CURTI-MACERATA.
Questo materiale archeologico di immenso valore per noi Maceratesi, sarà oggetto da parte mia di uno studio sulla lingua delle origini: l’OSCO;
b) il disegno, eseguito al tempo della sua scoperta presso la Cappelle della Madonna delle Grazie in via Elena, di una tavola marmorea che certifica l’originalità e la veridicità dell’EPIGRAFE SECONDA, del paragrafo precedente “ALEXA”;
c) il cippo dedicato a Nasennia, che certifica quanto da noi affermato nella prima edizione circa la presenza a Caturano di una famiglia così nobile;
d) ultimi nostri riscontri bibliografici e museali di rinvenimenti archeologici, in zona maceratese, avuti da due fonti:
1 – gli «Atti della Commissione Conservatrice».
2 – Michele Rucca «Scavi di antichità nella provincia di Terraferma nell’antico Regno di Napoli dal 1743 al 1876».